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La Braccesca Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2022
| Nazione | Italia |
| Regione | Toscana |
| Classificazione | DOCG |
| Anno | 2022 |
| Formato | 0,75 |
| Vitigni | 90% Prugnolo Gentile (Sangiovese), 10% Merlot |
| Grado Alcolico | 14% |
| Colore | Rosso rubino acceso. |
| Profumo | Note di frutti del sottobosco, mora, ribes nero e delicati aromi di spezie. |
| Gusto | Dolce e pieno con note di mora e frutti rossi che si uniscono a quelle di spezie e tabacco. |
| Abbinamento | Primi piatti, carni rosse, salumi, formaggi. |
| Temperatura di servizio | 18° |
| Imbottigliato da: | Antinori Agricola srl |
| Prodotto da: | Antinori Agricola Srl |
| Contiene Solfiti | SI |
La Braccesca Vino Nobile di Montepulciano
La Braccesca Vino Nobile di Montepulciano vino dal colore rosso rubino acceso, il Nobile di Montepulciano “La Braccesca” si presenta al naso con note di frutti del sottobosco, mora, ribes nero e delicati aromi di spezie. Al palato risulta dolce e pieno con note di mora e frutti rossi che si uniscono a quelle di spezie e tabacco. La spina acidica e la trama tannica lo rendono un vino saporito e minerale. La Braccesca Vino Nobile di Montepulciano è un ottimo vino abbinato a primi piatti, carni rosse, formaggi e salumi.
Azienda:
A pochi chilometri da Montepulciano, al confine tra la Toscana e l’Umbria , la Tenuta La Braccesca è immersa in uno splendido territorio che è stato prima etrusco e romano, poi medievale, poi rinascimentale. Si estende su 508 ettari dove un tempo sorgeva l’antica fattoria dei conti Bracci, da cui deriva il nome della tenuta e il suo stemma: un braccio coperto da armatura che regge una spada. Le terre della Braccesca si trovano in due zone vicinissime ma molto differenti: Montepulciano, classica e prestigiosa terra del “Nobile”, e Cortona, che si è affacciata con autorevolezza sul panorama internazionale dei vini di qualità grazie soprattutto alle varietà internazionali, primo fra tutti il Syrah. Queste due “anime” rappresentano lo stile della Braccesca, nel rispetto per la tradizione e costante ricerca, nell’armonia tra antico e nuovo, nella conoscenza del proprio lavoro e nella passione per la qualità. I vini prodotti dalla Tenuta La Braccesca sono il risultato di questa felice combinazione. La Marchesi Antinori ha cominciato a investire in questa zona – una delle più nuove e promettenti della Toscana e di tutta Italia – agli inizi degli anni ‘90. A quel tempo il Nobile di Montepulciano aveva inaugurato da poco il suo secondo Rinascimento. Ma i vini di Montepulciano in realtà erano già famosi allora e ancora molto prima di allora. IL VINO E MONTEPULCIANO Il primo documento storico in cui si fa cenno ai vini di Montepulciano è dell’anno 789. Erano già molto apprezzati al tempo dei Medici, quando Montepulciano era alleata con Firenze contro Siena. I suoi erano vini da nobili e nobili erano le uve selezionate da cui si ricavavano: da qui probabilmente il nome di quello più pregiato che qui si produceva. Lo conferma del resto Francesco Redi nel suo poemetto Bacco in Toscana (1685) – una specie di tour enologico ante litteram che Bacco e Arianna decidono di compiere per loro diletto nella regione. Riferendosi al vino di questa regione Redi parla di “liquore che sdrucciola al core” e afferma che “Montepulciano d’ogni vino è re” . Ma di questo vino parleranno anche Voltaire nel Candido (1759) – dove è descritta una tavola di cibi e bevande prelibate (“… maccheroni, pernici di Lombardia, uova di storione e vino di Montepulciano”) – e Alessandro Dumas nel suo Conte di Montecristo (1846). E addirittura due presidenti degli Stati Uniti, Thomas Jefferson (1743-1826) e Martin Van Buren (1782-1862) ne sono stati estimatori entusiasti. Nel 1966 il Nobile di Montepulciano è uno dei primi vini in Italia ad ottenere la DOC, e questo da impulso alla sostituzione dei vecchi vigneti a coltura promiscua con impianti più specializzati, anche se tutto avviene nel quadro delle antiche tradizioni locali in fatto di lavorazione e conservazione del vino. La Docg stabilisce che il vitigno alla base del Nobile sia Sangiovese ( Prugnolo Gentile) minimo 70%, con l’eventuale aggiunta di vitigni autorizzati. Il Prugnolo Gentile – clone del Sangiovese grosso, selezionato in zona fin dal ‘700 – resta comunque il vitigno di riferimento per il Nobile: il suo nome deriva dal colore e dal profumo degli acini, che una volta maturi assomigliano alle prugne. Fino alla fine dell’800 era poi abitudine alternare le viti ad altre piante da frutto e molte di queste erano appunto susini. Un anno prima della Doc, nel 1965, era intanto nato il Consorzio dei Produttori del Vino Nobile di Montepulciano. La DOCG arriverà 15 anni dopo, nel 1981, aprendo un nuovo capitolo: alcune vecchie aziende introducono moderni cambiamenti nei vigneti e nelle cantine, si affacciano nuovi produttori, non solo toscani, e tutta la zona inizia a qualificarsi. A partire da quegli stessi anni, la grande fortuna internazionale dei Supertuscans contribuirà poi ad un sempre maggiore interesse verso il Made in Tuscany nel suo complesso e porterà a radicali trasformazioni della situazione vitivinicola della zona.
Scheda tecnica
- Nazione
- Italia
- Regione
- Toscana
- Classificazione
- DOCG
- Anno
- 2022
- Formato
- 0,75
- Vitigni
- 90% Prugnolo Gentile (Sangiovese), 10% Merlot
- Grado Alcolico
- 14%
- Colore
- Rosso rubino acceso.
- Abbinamento
- Primi piatti, carni rosse, salumi, formaggi.
- Temperatura di servizio
- 18°
- Imbottigliato da
- Antinori Agricola srl
- Prodotto da
- Antinori Agricola Srl
- Contiene Solfiti
- SI